Normative
Affordable Housing Act: cosa prevede la proposta UE sugli affitti brevi e perché l’Italia si oppone

In breve
L’Affordable Housing Act (COM(2026) 599) è una proposta di regolamento presentata dalla Commissione europea il 9 settembre 2026. Non vieta gli affitti brevi: fissa le condizioni per le autorità che vogliono limitarli nelle aree sotto stress abitativo, individuate con il rapporto tra prezzi delle case e redditi. Servono prove di un effetto negativo significativo sulla casa per almeno tre anni, misure di durata massima di cinque anni e l’abitazione principale di chi affitta resta esclusa. Il 28 ottobre 2026 le commissioni Politiche UE di Senato e Camera hanno approvato pareri contrari per violazione della sussidiarietà. È ancora una proposta: oggi per chi affitta non cambia nulla (aggiornato al 6 novembre 2026).
Cos’è l’Affordable Housing Act?
È la parte legislativa del piano europeo per la casa a prezzi accessibili. La Commissione l’ha presentato il 9 settembre 2026 come proposta di regolamento, cioè di una norma che, una volta approvata, si applicherebbe direttamente in tutti gli Stati membri. Insieme alla proposta la Commissione ha pubblicato una raccomandazione che invita gli Stati a preparare piani per accelerare la costruzione e la ristrutturazione di alloggi.
Il punto chiave, per chi affitta, è che la proposta non introduce limiti europei agli affitti brevi. Stabilisce invece le regole comuni che Stati, Regioni e Comuni dovrebbero rispettare se decidono di limitarli, o di intervenire su seconde case e case vuote, nelle zone in cui la casa è diventata inaccessibile.
| Voce | Cosa prevede la proposta |
|---|---|
| Tipo di atto | Regolamento UE (proposta COM(2026) 599) |
| Chi decide le restrizioni | Le autorità nazionali, regionali o locali competenti, non la Commissione |
| Dove si possono applicare | Solo nelle aree sotto stress abitativo, individuate con dati |
| Affitti brevi | Limiti possibili solo con prove e misure proporzionate, al massimo per cinque anni |
| Seconde case | Nessuna restrizione UE all’acquisto o all’uso |
| Stato | Proposta in attesa di Parlamento europeo e Consiglio |
Cosa sono le aree sotto stress abitativo?
Sono le zone in cui comprare o affittare casa è diventato troppo caro rispetto ai redditi. Secondo la Commissione, la valutazione parte da un primo filtro sul rapporto prezzo-reddito (price-to-income) e deve essere basata su dati concreti, mirata geograficamente, trasparente e riesaminata periodicamente. Secondo il testo riportato da LavoriPubblici.it, la soglia è:
- un rapporto prezzo-reddito di almeno 8, cresciuto nei dieci anni precedenti; oppure
- un rapporto di almeno 10, anche senza la crescita decennale.
Non è la Commissione a decidere quali aree siano sotto stress: lo fa l’autorità competente di ciascun Paese, delimitando le zone nel modo più preciso possibile. Proprio le soglie uniformi, e il potere della Commissione di aggiornarle con atti delegati, sono tra i punti più criticati dal Parlamento italiano.
Cosa prevede per gli affitti brevi?
Nelle aree sotto stress un’autorità potrebbe limitare gli affitti brevi solo rispettando queste condizioni:
| Condizione | Cosa significa |
|---|---|
| Prova dell’effetto | Dimostrare che gli affitti brevi hanno avuto un effetto negativo significativo su disponibilità o prezzi delle case per almeno i tre anni precedenti |
| Bersaglio preciso | Colpire soprattutto le attività che, per dimensione, frequenza o carattere commerciale, tolgono case all’uso residenziale |
| Alternativa meno restrittiva | Verificare che misure più leggere non basterebbero |
| Durata | Al massimo cinque anni, rinnovabili solo dopo una nuova verifica |
| Abitazione principale | Esclusa: chi affitta la casa in cui vive non è colpito |
| Dati e registrazione | Applicare il regolamento (UE) 2024/1028, compresi registrazione e rimozione degli annunci irregolari |
Secondo il testo, le regole non si applicherebbero alle misure già adottate prima dell’entrata in vigore, che le autorità potrebbero comunque riesaminare. Il collegamento con il regolamento sui dati degli affitti brevi è diretto: è la registrazione, in Italia il CIN, che permette di sapere quanti alloggi ci sono e quanto lavorano. Lo spieghiamo nella guida al regolamento UE sugli affitti brevi.
Seconde case e case vuote: cosa dice la proposta
Tra le domande più cercate c’è quella sulle case vuote. Secondo la Commissione, la proposta non introduce restrizioni europee all’acquisto o all’uso delle seconde case. Fissa però dei paletti per le autorità che volessero intervenire:
- acquisti: eventuali condizioni varrebbero solo per il futuro, con regimi transitori adeguati per chi è già proprietario;
- case vuote a lungo: le misure dovrebbero tenere conto dei periodi di non occupazione giustificati, per esempio per lavoro, salute, successioni in corso, impedimenti legali o immobili inagibili.
Perché l’Italia si oppone
Il 28 ottobre 2026 le commissioni Politiche dell’Unione europea di Senato e Camera hanno approvato due pareri motivati secondo cui la proposta non rispetta il principio di sussidiarietà. Le critiche principali, secondo le cronache di ANSA, ItaliaOggi e Confesercenti:
- per il Senato la proposta va oltre l’obiettivo del mercato interno e detta, di fatto, una disciplina europea delle politiche abitative e dei limiti alla proprietà privata, materia di Stati, Regioni e Comuni; contestate anche le soglie uniformi, i poteri della Commissione con atti delegati e la scelta del regolamento;
- per la Camera mancano dati sufficientemente consolidati per dimostrare un legame diretto tra affitti brevi e carenza di case;
- entrambe criticano la scelta di rendere vincolanti le regole sulle restrizioni e di lasciare a una semplice raccomandazione le misure per aumentare l’offerta di case.
Anche il governo è contrario. Il 26 ottobre, agli Stati Generali degli Affitti Brevi di Milano, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha detto di voler contrastare la proposta «con ogni mezzo necessario» (Il Sole 24 Ore). La risposta italiana punta sugli incentivi fiscali: con la manovra 2027 il governo propone di ridurre la cedolare secca sul canone concordato, come spieghiamo nella guida alla legge di bilancio 2027 e gli affitti brevi.
Cosa succede adesso
- 01
Pareri dei parlamenti nazionali
I parlamenti nazionali hanno otto settimane dalla trasmissione per inviare pareri motivati. Se i pareri contrari raggiungono un terzo dei voti attribuiti ai parlamenti, la Commissione deve riesaminare la proposta (il cosiddetto «cartellino giallo») e può mantenerla, modificarla o ritirarla.
- 02
Negoziato a Bruxelles
La proposta segue la procedura legislativa ordinaria: Parlamento europeo e Consiglio, dove siede il governo italiano, devono approvarla e possono cambiarla.
- 03
Eventuale applicazione
Anche se approvato, il regolamento non imporrebbe limiti: fisserebbe le condizioni per quelli decisi da Stati, Regioni o Comuni.
Come prepararsi, con o senza nuove regole
Se un giorno un Comune dovesse introdurre limiti, conteranno i numeri: alloggi registrati, notti prenotate, ospiti comunicati. Chi ha dati completi e coerenti parte avvantaggiato in ogni confronto con l’amministrazione. Maurice ti aiuta a tenerli in ordine senza lavoro manuale:
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Domande frequenti
Cos’è l’Affordable Housing Act?
È una proposta di regolamento europeo (COM(2026) 599) presentata dalla Commissione il 9 settembre 2026, parte del piano UE per la casa a prezzi accessibili. Fissa regole comuni per le misure che Stati, Regioni e Comuni possono adottare nelle aree sotto stress abitativo, su affitti brevi, seconde case e case vuote.
L’Affordable Housing Act vieta gli affitti brevi?
No. Non introduce divieti europei: stabilisce le condizioni da rispettare se un’autorità vuole limitare gli affitti brevi in un’area sotto stress abitativo. Servono prove di un effetto negativo significativo per almeno tre anni, misure mirate e di durata massima di cinque anni, e l’abitazione principale di chi affitta resta esclusa.
Cosa sono le aree sotto stress abitativo?
Sono zone in cui i prezzi delle case sono troppo alti rispetto ai redditi. La proposta usa un primo filtro sul rapporto prezzo-reddito: secondo il testo riportato dalla stampa, almeno 8 e in crescita nell’ultimo decennio, oppure almeno 10. Le aree le individuano le autorità nazionali, regionali o locali, con dati verificabili.
Riguarda anche case vuote e seconde case?
Sì, ma senza restrizioni europee. Sulle seconde case la proposta non limita acquisto o uso; eventuali condizioni decise dalle autorità varrebbero solo per il futuro. Per le case vuote a lungo, le misure dovrebbero tenere conto dei periodi di non occupazione giustificati, come lavoro, salute o successioni in corso.
Quando entra in vigore l’Affordable Housing Act?
Non c’è una data: è una proposta che Parlamento europeo e Consiglio devono ancora approvare, e possono modificare. In Italia le commissioni Politiche UE di Senato e Camera hanno espresso il 28 ottobre 2026 pareri contrari. Fino all’approvazione, per chi affitta non cambia nulla.
Cosa ha detto il Parlamento italiano sull’Affordable Housing Act?
Il 28 ottobre 2026 le commissioni Politiche dell’Unione europea di Senato e Camera hanno approvato pareri motivati di non conformità al principio di sussidiarietà: la proposta, secondo i testi, invade competenze nazionali e locali, usa soglie uniformi e non poggia su dati sufficienti sul legame tra affitti brevi e carenza di case.
Questo articolo ha carattere informativo generale e non costituisce consulenza legale o fiscale. Le norme cambiano e i regolamenti locali variano: verifica con il tuo commercialista o un professionista prima di agire.
Fonti
- Commissione europea — Nuove norme UE per aiutare le autorità locali ad affrontare la crisi abitativa (9 settembre 2026)
- Commissione europea — Domande e risposte sull’Affordable Housing Act (settembre 2026)
- LavoriPubblici.it — Affordable Housing Act: cosa cambia per affitti brevi, seconde case e aree sotto stress
- ANSA — Confedilizia, dal Senato stop alle restrizioni Ue sulla proprietà privata (28 ottobre 2026)
- ItaliaOggi — Affitti brevi, Camera e Senato bocciano la stretta Ue (29 ottobre 2026)
- Confesercenti AIGO — Affordable Housing Act: Camera e Senato contrari (2 novembre 2026)
- Travelnostop — Affitti, sconti fiscali sì e limiti no: il Parlamento boccia l’Ue sulle locazioni turistiche (30 ottobre 2026)
- Il Sole 24 Ore — Affitti brevi, il settore vale 51,7 miliardi: l’intervento di Salvini agli Stati Generali (26 ottobre 2026)
- EUR-Lex — Regolamento (UE) 2024/1028
Matteo Anzidei · Fondatore di Maurice Assistant
Matteo Anzidei ha fondato Maurice Assistant a Milano per togliere a host e property manager il lavoro ripetitivo: messaggi agli ospiti, check-in, documenti, Alloggiati Web e pagamenti. Scrive guide pratiche su normative e automazione degli affitti brevi.


