Normative

Regolamento UE 2024/1028 sugli affitti brevi: cosa cambia per gli host

Di Matteo AnzideiPubblicato il 6 min di lettura

In breve

Il regolamento (UE) 2024/1028 si applica dal 20 maggio 2026 e crea regole comuni sui dati degli affitti brevi: dove uno Stato prevede la registrazione, ogni alloggio ha un numero che le piattaforme devono mostrare e verificare, e Airbnb, Booking.com e gli altri portali trasmettono alle autorità indirizzo, numero di registrazione, link dell’annuncio, notti prenotate e numero di ospiti. In Italia il codice già obbligatorio negli annunci è il CIN: la priorità per gli host è averlo corretto ovunque e tenere coerenti i propri dati.

Cos’è il regolamento UE 2024/1028?

È il regolamento europeo sulla raccolta e condivisione dei dati relativi ai servizi di locazione di alloggi a breve termine. È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nell’aprile 2024 e si applica in tutti gli Stati membri dal 20 maggio 2026.

Il suo obiettivo è la trasparenza: dare alle autorità pubbliche dati affidabili su quanti alloggi vengono affittati, dove e per quante notti, così da poter applicare le proprie regole. Il regolamento non decide se e dove si può affittare, non fissa limiti di notti e non sostituisce le norme nazionali o comunali: regola come si registrano gli alloggi e come i dati passano dalle piattaforme alle autorità.

Funziona in modo «opzionale» per gli Stati: nessuno è obbligato a introdurre una registrazione degli alloggi, ma chi lo fa, o chiede dati alle piattaforme, deve seguire le regole del regolamento. L’Italia una registrazione nazionale ce l’ha già: è quella che porta al CIN degli affitti brevi.

Chi riguarda e con quali obblighi?

Chi fa cosa nel regolamento (UE) 2024/1028 (aggiornato a ottobre 2026)
SoggettoObblighi principali
HostRegistrare l’alloggio dove è prevista una procedura di registrazione, fornendo indirizzo, dati identificativi e informazioni sull’unità; ottenere un numero di registrazione e mostrarlo negli annunci
Piattaforme online (Airbnb, Booking.com e simili)Mostrare il numero di registrazione negli annunci, fare sforzi ragionevoli per verificarlo, effettuare controlli a campione, rimuovere gli annunci irregolari su richiesta delle autorità, trasmettere i dati di attività
Stati membri e autoritàGestire procedure di registrazione online e semplici, istituire un punto di ingresso digitale unico che riceve i dati dalle piattaforme

Cosa devono fare gli host?

Per chi affitta in Italia, gli obblighi del regolamento si sovrappongono in gran parte a quelli già in vigore con il CIN. In pratica:

  • Avere il codice di registrazione: in Italia è il CIN, rilasciato dal Ministero del Turismo sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive.
  • Mostrarlo in ogni annuncio: già obbligatorio in Italia dal 2025, ora con il controllo attivo delle piattaforme.
  • Tenere i dati aggiornati: indirizzo, tipo di alloggio e titolare devono coincidere tra la banca dati nazionale e gli annunci, altrimenti la verifica della piattaforma può fallire.
  • Rispondere alle richieste delle autorità e delle piattaforme se il numero viene segnalato come non valido.

Se stai avviando un nuovo alloggio, la sequenza completa di registrazioni e comunicazioni è nella guida agli adempimenti per aprire un affitto breve.

Cosa devono fare Airbnb, Booking.com e le altre piattaforme?

La parte più nuova del regolamento riguarda le piattaforme. Secondo la Commissione europea e il Parlamento europeo, devono:

  1. 1Permettere e mostrare il numero di registrazione in ogni annuncio per gli alloggi soggetti a registrazione.
  2. 2Verificare con sforzi ragionevoli che il numero sia corretto e fare controlli a campione regolari sugli annunci.
  3. 3Rimuovere o sospendere gli annunci senza numero valido quando le autorità competenti lo chiedono.
  4. 4Trasmettere i dati di attività al punto di ingresso digitale unico dello Stato: ogni mese, oppure ogni tre mesi per le piattaforme micro e piccole (con una media di annunci non superiore a 4.250).

Quali dati arrivano alle autorità?

Dati trasmessi dalle piattaforme secondo il regolamento (UE) 2024/1028 (aggiornato a ottobre 2026)
DatoCosa significa per te
Indirizzo dell’alloggioDeve coincidere con quello registrato per il CIN
Numero di registrazioneIn Italia il CIN mostrato nell’annuncio
URL dell’annuncioOgni annuncio è collegato all’alloggio e al suo codice
Numero di notti prenotateLe autorità vedono quanto lavora davvero l’alloggio
Numero di ospitiSi aggiunge ai dati che già comunichi a Questura e Regione

I dati passano attraverso il punto di ingresso digitale unico che ogni Stato deve istituire e vengono poi messi a disposizione delle autorità competenti, nel rispetto del GDPR. I dettagli tecnici dell’implementazione italiana li definisce il Ministero del Turismo: segui le comunicazioni pubblicate sul portale della BDSR.

Cosa cambia in pratica per chi affitta in Italia?

Per un host già in regola il cambiamento è soprattutto di visibilità: le autorità ricevono dalle piattaforme numeri che prima dovevano ricostruire da fonti diverse. È ragionevole aspettarsi controlli più facili sulla coerenza tra quello che succede sui portali e quello che dichiari altrove:

Il consiglio pratico è uno: fai in modo che tutti questi dati nascano dalla stessa fonte. Se ricopi a mano gli ospiti in tre portali diversi, prima o poi un numero non torna.

Come tenere in ordine i dati con Maurice?

Il regolamento non chiede nulla di nuovo agli host sul fronte degli ospiti, ma rende più importante avere numeri coerenti. Maurice ti aiuta proprio lì:

  • le prenotazioni arrivano in Maurice in automatico, senza doverle inserire a mano, dal tuo PMS o channel manager e dai portali come Airbnb e Booking.com: trovi l’elenco nella pagina delle integrazioni con PMS e channel manager;
  • gli ospiti completano il check-in online per affitti brevi e Maurice raccoglie e verifica dati e documenti;
  • le schedine partono ad Alloggiati Web e i movimenti al portale ISTAT della tua regione, se supportata, con l’invio automatico a Ross1000;
  • la tassa di soggiorno viene calcolata e incassata con carta nel check-in;
  • dalla dashboard vedi occupazione, check-in e pagamenti, e puoi esportare i dati.

Così i dati che comunichi tu a Questura, Regione e Comune restano completi e coerenti con quelli che le piattaforme trasmettono al punto di ingresso digitale unico.

Domande frequenti

Devo chiedere un nuovo numero di registrazione oltre al CIN?

Allo stato attuale (ottobre 2026) il codice nazionale che gli host italiani devono avere e mostrare negli annunci è il CIN, rilasciato sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive. Se il Ministero del Turismo introdurrà passaggi aggiuntivi per l’attuazione del regolamento, li troverai comunicati sul portale della BDSR: controllalo periodicamente.

Il regolamento introduce limiti agli affitti brevi?

No. Il regolamento (UE) 2024/1028 riguarda la registrazione degli alloggi e la condivisione dei dati tra piattaforme e autorità. Eventuali limiti, autorizzazioni o divieti restano decisi dalle norme nazionali, regionali e comunali. I dati raccolti, però, rendono più facile per le autorità far rispettare le proprie regole.

Le piattaforme possono rimuovere il mio annuncio?

Sì. Le piattaforme devono mostrare e verificare il numero di registrazione e, su richiesta delle autorità competenti, rimuovere o sospendere gli annunci senza un numero valido. In Italia, inoltre, la mancata indicazione del CIN negli annunci comporta già una sanzione da 500 a 5.000 euro e la rimozione dell’annuncio irregolare.

Ogni quanto le piattaforme inviano i dati alle autorità?

Ogni mese, attraverso il punto di ingresso digitale unico dello Stato. Le piattaforme micro e piccole, con una media di annunci non superiore a 4.250, possono inviarli ogni tre mesi. I dati comprendono indirizzo, numero di registrazione, link dell’annuncio, numero di notti prenotate e numero di ospiti.

Vale anche se affitto solo con prenotazioni dirette dal mio sito?

Gli obblighi di trasmissione dei dati riguardano le piattaforme online di locazione a breve termine. Il CIN però va indicato in ogni annuncio, ovunque sia pubblicato, compreso il tuo sito. E restano tutti gli obblighi italiani legati agli ospiti: Alloggiati Web, dati ISTAT, tassa di soggiorno e dichiarazione dei redditi.

Questo articolo ha carattere informativo generale e non costituisce consulenza legale o fiscale. Le norme cambiano e i regolamenti locali variano: verifica con il tuo commercialista o un professionista prima di agire.

Fonti

  1. Commissione europea — Nuove regole per la trasparenza degli affitti brevi (20 maggio 2026)
  2. Parlamento europeo — Legislative Train: dati sui servizi di locazione a breve termine
  3. EUR-Lex — Regolamento (UE) 2024/1028
  4. Ministero del Turismo — Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR)
  5. Camera dei deputati — Interventi in materia di turismo (CIN)

L'autore

Matteo Anzidei · Fondatore di Maurice Assistant

Matteo Anzidei ha fondato Maurice Assistant a Milano per togliere a host e property manager il lavoro ripetitivo: messaggi agli ospiti, check-in, documenti, Alloggiati Web e pagamenti. Scrive guide pratiche su normative e automazione degli affitti brevi.

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