Tasse e fisco

Tassa di soggiorno negli affitti brevi: chi paga, chi versa e quali scadenze (2026)

Di Matteo AnzideiPubblicato il 8 min di lettura

In breve

La tassa di soggiorno la paga l’ospite, ma verso il Comune ne risponde chi gestisce l’alloggio (host o property manager) oppure il portale o l’intermediario che incassa il prezzo: riscuote l’importo, lo versa al Comune nei termini del regolamento comunale e presenta la dichiarazione annuale entro il 30 giugno dell’anno successivo. Importi, esenzioni, tetto di notti e scadenze dei versamenti li decide ogni Comune.

Cos’è la tassa di soggiorno e quali Comuni la applicano?

La tassa di soggiorno, il cui nome tecnico è imposta di soggiorno, è un tributo comunale previsto dall’art. 4 del D.Lgs. 23/2011. Possono istituirla i Comuni capoluogo di provincia, le unioni di Comuni e i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte. Si paga per ogni notte trascorsa in una struttura ricettiva o in un alloggio in locazione breve situato nel Comune.

La legge fissa solo i tetti; il resto lo decide ogni Comune con il proprio regolamento. Secondo il Dipartimento delle Finanze (aggiornato a ottobre 2026):

Limiti nazionali dell’imposta di soggiorno (fonte: Dipartimento delle Finanze, MEF)
RegolaImporto massimo per notte
Limite ordinario (art. 4 D.Lgs. 23/2011)5 €
Comuni capoluogo di provincia con presenze turistiche venti volte superiori ai residenti (L. 197/2022)fino a 10 €
Roma Capitale (contributo di soggiorno)fino a 10 €
Incremento facoltativo nato per il Giubileo 2025 e prorogato al 2026 dalla L. 199/2025 (art. 1, comma 683)fino a +2 €

Roma applica un contributo di soggiorno in base a una norma specifica (art. 14 DL 78/2010), ma per l’host funziona allo stesso modo. Esempi concreti nelle nostre guide alla tassa di soggiorno a Milano e alla tassa di soggiorno a Roma.

Chi paga la tassa di soggiorno e chi ne risponde?

Bisogna distinguere tra chi paga e chi è responsabile verso il Comune. Il soggetto passivo è l’ospite che pernotta; a Milano e a Roma, per esempio, i residenti nel Comune non pagano, ma conta quello che dice il regolamento locale. Dal 2020 (art. 180 DL 34/2020, che ha modificato l’art. 4 del D.Lgs. 23/2011 con il comma 1-ter) il gestore è responsabile del pagamento dell’imposta, con diritto di rivalsa sull’ospite, e della presentazione della dichiarazione.

Chi fa cosa con la tassa di soggiorno negli affitti brevi
SoggettoRuoloCosa deve fare
OspiteSoggetto passivoPaga l’importo per ogni notte, salvo esenzioni
Host o property manager che gestisce l’alloggioResponsabile del pagamentoRiscuote, versa al Comune, invia le comunicazioni periodiche e la dichiarazione annuale
Portale o intermediario che incassa il prezzoResponsabile anch’esso (art. 4, comma 5-ter, DL 50/2017)Per le prenotazioni che incassa: riscuote, versa e dichiara

Essere responsabili significa che il Comune può chiedere l’importo a te anche se l’ospite non l’ha pagato. Alcuni regolamenti lo dicono in modo esplicito: a Roma, per esempio, il versamento trimestrale comprende anche gli importi dovuti ma non corrisposti dall’ospite, e devi raccogliere e segnalare la dichiarazione di chi si rifiuta di pagare. Se affidi l’alloggio a un property manager, metti per iscritto nel mandato chi riscuote, chi versa e chi dichiara.

Che ruolo hanno Airbnb, Booking e gli altri portali?

Per legge, il portale o l’intermediario che incassa il corrispettivo della locazione breve, o interviene nel pagamento, è responsabile della tassa di soggiorno e della dichiarazione al pari del gestore. Nella pratica, però, conta quello che il portale fa davvero nel tuo Comune: alcuni portali riscuotono e versano l’imposta in base ad accordi con i singoli Comuni, altri no.

A Milano, per esempio, il Comune spiega che per le prenotazioni Airbnb è Airbnb a riscuotere e versare l’imposta, ma l’host deve comunque indicare quegli ospiti nel riepilogo trimestrale. Prima di impostare i prezzi verifica, Comune per Comune e portale per portale:

  • se il portale riscuote la tassa di soggiorno nel tuo Comune e per quali tipi di alloggio;
  • se la versa direttamente al Comune o la gira a te;
  • come vanno indicati quei soggiorni nelle comunicazioni periodiche;
  • chi gestisce i rimborsi per gli ospiti esenti.

Per le prenotazioni dirette e per i canali che non la riscuotono, la riscossione spetta a te.

Come e quando si versa al Comune?

Le scadenze dei versamenti e delle comunicazioni periodiche non sono nazionali: le stabilisce il regolamento comunale, insieme alla piattaforma da usare. Milano e Roma, per esempio, hanno scelto una cadenza trimestrale (aggiornato a ottobre 2026):

Esempi di versamento trimestrale (fonti: Comune di Milano; Roma Capitale, regolamento DAC 34/2024)
ComunePiattaformaComunicazione e versamentoScadenze
MilanoSoggiorniAmo, pagamento con avviso PagoPARiepilogo trimestrale di ospiti e pernottamenti, poi versamento15 aprile, 15 luglio, 15 ottobre, 15 gennaio
RomaGECOS, pagamento PagoPA o F24Comunicazione trimestrale e versamento entro il 16° giorno dalla fine del trimestre16 aprile, 16 luglio, 16 ottobre, 16 gennaio

Altri Comuni possono prevedere cadenze e portali diversi. Cerca sul sito del tuo Comune il regolamento dell’imposta di soggiorno e la pagina per i gestori: lì trovi scadenze, modulistica e la procedura di registrazione.

Cos’è la dichiarazione annuale del 30 giugno?

Oltre ai versamenti periodici c’è un adempimento nazionale: la dichiarazione annuale dell’imposta di soggiorno. Va presentata in via telematica, in forma cumulativa, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello dei pernottamenti, con il modello approvato dal decreto del Ministro dell’Economia del 29 aprile 2022. Nel modello indichi, trimestre per trimestre, tariffe applicate, presenze ed eventuali esenzioni o riduzioni, più l’importo totale versato al Comune nell’anno.

La presenta il gestore e, per le locazioni brevi, anche il soggetto che incassa il canone o interviene nel pagamento. Puoi farla trasmettere da un intermediario abilitato, per esempio il tuo commercialista. Alcuni Comuni chiedono adempimenti in più: Milano, per esempio, chiede anche il conto della gestione.

Sanzioni previste dall’art. 4, comma 1-ter, D.Lgs. 23/2011 (fonte: istruzioni ministeriali alla dichiarazione)
ViolazioneSanzione
Dichiarazione omessa o infedeledal 100% al 200% dell’importo dovuto
Versamento omesso, ritardato o parzialesanzione dell’art. 13 D.Lgs. 471/1997

Quali esenzioni e riduzioni esistono?

Le esenzioni le decide ogni Comune, quindi due città vicine possono avere regole molto diverse. Le categorie più frequenti sono età, motivi di salute, servizio e un tetto massimo di notti oltre il quale non si paga. Il confronto tra Milano e Roma lo mostra bene:

Esempi di esenzioni (aggiornato a ottobre 2026; fonti: Comune di Milano, regolamento di Roma Capitale)
RegolaMilanoRoma
Età di esenzioneMinorenniFino al compimento dei 10 anni
Tetto di notti14 pernottamenti consecutivi10 pernottamenti consecutivi nell’anno nella stessa struttura
SaluteAccompagnatori di ricoverati e pazienti in cura, con autocertificazioneChi ha bisogno di cure e un accompagnatore per paziente, con dichiarazione
ServizioForze dell’ordine e forze armate in servizioPolizia di Stato e forze armate per ordine e sicurezza pubblica

Quasi sempre l’esenzione richiede una dichiarazione o un’autocertificazione dell’ospite, che devi raccogliere e conservare per i controlli. Se l’ospite non te la consegna, l’imposta resta dovuta.

Come far pagare la tassa di soggiorno agli ospiti senza inseguirli?

  1. 1Informa prima della prenotazione o subito dopo: importo, esenzioni e modalità di pagamento. Diversi regolamenti lo impongono; Roma chiede informazioni plurilingue, anche online.
  2. 2Riscuoti prima dell’arrivo, durante il check-in online: alla consegna delle chiavi è il momento peggiore per chiedere contanti.
  3. 3Rilascia la ricevuta nominativa all’ospite, come chiedono per esempio Milano e Roma.
  4. 4Raccogli subito le autocertificazioni di esenzione e conservale insieme ai dati del soggiorno.
  5. 5Separa i canali in cui il portale riscuote già, per non far pagare due volte l’ospite.
  6. 6Tieni un registro per trimestre di ospiti, notti, esenti e importi: ti serve per comunicazioni, versamenti e dichiarazione.

Con la riscossione automatica della tassa di soggiorno di Maurice imposti importo per persona per notte, età di esenzione, numero massimo di notti tassabili ed eccezioni per canale; Maurice calcola l’importo per ogni prenotazione e lo fa pagare all’ospite con carta nel check-in online, oppure lo segni come pagato in contanti. Il denaro viene accreditato direttamente a te, insieme agli altri pagamenti degli ospiti, e hai tutto pronto per il versamento al Comune, le comunicazioni periodiche e la dichiarazione annuale. Nel check-in online l’ospite inserisce anche i documenti, che servono per inviare le schedine ad Alloggiati Web.

Domande frequenti

Chi paga la tassa di soggiorno negli affitti brevi?

La paga l’ospite che pernotta; molti Comuni, come Milano e Roma, escludono i residenti. Verso il Comune ne risponde però chi gestisce l’alloggio, con diritto di rivalsa sull’ospite, oppure il portale o l’intermediario che incassa il prezzo della prenotazione. Il responsabile riscuote, versa nei termini del regolamento comunale e presenta la dichiarazione annuale.

Cosa succede se l’ospite si rifiuta di pagare?

Come responsabile del pagamento, rischi di dover versare tu l’importo. Molti regolamenti chiedono di raccogliere i dati e una dichiarazione dell’ospite che rifiuta e di segnalarla al Comune: a Roma, per esempio, il versamento comprende anche gli importi non corrisposti dall’ospite. Per evitarlo, fai pagare l’imposta prima dell’arrivo, nel check-in online.

Se Airbnb riscuote la tassa, devo fare qualcosa?

Dipende dal Comune. Dove il portale riscuote e versa, di solito non devi incassare nulla per quelle prenotazioni, ma spesso devi comunque indicarle nelle comunicazioni periodiche: a Milano, per esempio, l’host le segnala nel riepilogo trimestrale come imposta riscossa da portali. Verifica le istruzioni del tuo Comune e chiedi al commercialista come gestirle nella dichiarazione annuale.

Entro quando va presentata la dichiarazione annuale?

Entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello dei pernottamenti, in via telematica, con il modello ministeriale approvato il 29 aprile 2022. Per i soggiorni del 2026 la scadenza è quindi il 30 giugno 2027. L’omessa o infedele dichiarazione è punita con una sanzione dal 100% al 200% dell’importo dovuto.

Come mi aiuta Maurice con la tassa di soggiorno?

Imposti una volta la regola del tuo Comune (importo, età di esenzione, tetto di notti ed eccezioni per i canali che la riscuotono già) e Maurice calcola l’importo per ogni prenotazione e lo riscuote dall’ospite con carta durante il check-in online, oppure lo registri come pagato in contanti. Così hai tutto pronto per il versamento, le comunicazioni trimestrali e la dichiarazione annuale.

Questo articolo ha carattere informativo generale e non costituisce consulenza legale o fiscale. Le norme cambiano e i regolamenti locali variano: verifica con il tuo commercialista o un professionista prima di agire.

Fonti

  1. Dipartimento delle Finanze — Imposta di soggiorno: disciplina del tributo
  2. Dipartimento delle Finanze — Istruzioni per la dichiarazione dell’imposta di soggiorno
  3. Normattiva — D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art. 4
  4. Normattiva — DL 24 aprile 2017, n. 50, art. 4
  5. Comune di Milano — Ho un Airbnb, devo riscuotere e versare l’imposta di soggiorno?
  6. Roma Capitale — Regolamento sul contributo di soggiorno (DAC 34/2024)

L'autore

Matteo Anzidei · Fondatore di Maurice Assistant

Matteo Anzidei ha fondato Maurice Assistant a Milano per togliere a host e property manager il lavoro ripetitivo: messaggi agli ospiti, check-in, documenti, Alloggiati Web e pagamenti. Scrive guide pratiche su normative e automazione degli affitti brevi.

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