Tasse e fisco
Tassa di soggiorno negli affitti brevi: chi paga, chi versa e quali scadenze (2026)
In breve
La tassa di soggiorno la paga l’ospite, ma verso il Comune ne risponde chi gestisce l’alloggio (host o property manager) oppure il portale o l’intermediario che incassa il prezzo: riscuote l’importo, lo versa al Comune nei termini del regolamento comunale e presenta la dichiarazione annuale entro il 30 giugno dell’anno successivo. Importi, esenzioni, tetto di notti e scadenze dei versamenti li decide ogni Comune.
Cos’è la tassa di soggiorno e quali Comuni la applicano?
La tassa di soggiorno, il cui nome tecnico è imposta di soggiorno, è un tributo comunale previsto dall’art. 4 del D.Lgs. 23/2011. Possono istituirla i Comuni capoluogo di provincia, le unioni di Comuni e i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte. Si paga per ogni notte trascorsa in una struttura ricettiva o in un alloggio in locazione breve situato nel Comune.
La legge fissa solo i tetti; il resto lo decide ogni Comune con il proprio regolamento. Secondo il Dipartimento delle Finanze (aggiornato a ottobre 2026):
| Regola | Importo massimo per notte |
|---|---|
| Limite ordinario (art. 4 D.Lgs. 23/2011) | 5 € |
| Comuni capoluogo di provincia con presenze turistiche venti volte superiori ai residenti (L. 197/2022) | fino a 10 € |
| Roma Capitale (contributo di soggiorno) | fino a 10 € |
| Incremento facoltativo nato per il Giubileo 2025 e prorogato al 2026 dalla L. 199/2025 (art. 1, comma 683) | fino a +2 € |
Roma applica un contributo di soggiorno in base a una norma specifica (art. 14 DL 78/2010), ma per l’host funziona allo stesso modo. Esempi concreti nelle nostre guide alla tassa di soggiorno a Milano e alla tassa di soggiorno a Roma.
Chi paga la tassa di soggiorno e chi ne risponde?
Bisogna distinguere tra chi paga e chi è responsabile verso il Comune. Il soggetto passivo è l’ospite che pernotta; a Milano e a Roma, per esempio, i residenti nel Comune non pagano, ma conta quello che dice il regolamento locale. Dal 2020 (art. 180 DL 34/2020, che ha modificato l’art. 4 del D.Lgs. 23/2011 con il comma 1-ter) il gestore è responsabile del pagamento dell’imposta, con diritto di rivalsa sull’ospite, e della presentazione della dichiarazione.
| Soggetto | Ruolo | Cosa deve fare |
|---|---|---|
| Ospite | Soggetto passivo | Paga l’importo per ogni notte, salvo esenzioni |
| Host o property manager che gestisce l’alloggio | Responsabile del pagamento | Riscuote, versa al Comune, invia le comunicazioni periodiche e la dichiarazione annuale |
| Portale o intermediario che incassa il prezzo | Responsabile anch’esso (art. 4, comma 5-ter, DL 50/2017) | Per le prenotazioni che incassa: riscuote, versa e dichiara |
Essere responsabili significa che il Comune può chiedere l’importo a te anche se l’ospite non l’ha pagato. Alcuni regolamenti lo dicono in modo esplicito: a Roma, per esempio, il versamento trimestrale comprende anche gli importi dovuti ma non corrisposti dall’ospite, e devi raccogliere e segnalare la dichiarazione di chi si rifiuta di pagare. Se affidi l’alloggio a un property manager, metti per iscritto nel mandato chi riscuote, chi versa e chi dichiara.
Che ruolo hanno Airbnb, Booking e gli altri portali?
Per legge, il portale o l’intermediario che incassa il corrispettivo della locazione breve, o interviene nel pagamento, è responsabile della tassa di soggiorno e della dichiarazione al pari del gestore. Nella pratica, però, conta quello che il portale fa davvero nel tuo Comune: alcuni portali riscuotono e versano l’imposta in base ad accordi con i singoli Comuni, altri no.
A Milano, per esempio, il Comune spiega che per le prenotazioni Airbnb è Airbnb a riscuotere e versare l’imposta, ma l’host deve comunque indicare quegli ospiti nel riepilogo trimestrale. Prima di impostare i prezzi verifica, Comune per Comune e portale per portale:
- se il portale riscuote la tassa di soggiorno nel tuo Comune e per quali tipi di alloggio;
- se la versa direttamente al Comune o la gira a te;
- come vanno indicati quei soggiorni nelle comunicazioni periodiche;
- chi gestisce i rimborsi per gli ospiti esenti.
Per le prenotazioni dirette e per i canali che non la riscuotono, la riscossione spetta a te.
Come e quando si versa al Comune?
Le scadenze dei versamenti e delle comunicazioni periodiche non sono nazionali: le stabilisce il regolamento comunale, insieme alla piattaforma da usare. Milano e Roma, per esempio, hanno scelto una cadenza trimestrale (aggiornato a ottobre 2026):
| Comune | Piattaforma | Comunicazione e versamento | Scadenze |
|---|---|---|---|
| Milano | SoggiorniAmo, pagamento con avviso PagoPA | Riepilogo trimestrale di ospiti e pernottamenti, poi versamento | 15 aprile, 15 luglio, 15 ottobre, 15 gennaio |
| Roma | GECOS, pagamento PagoPA o F24 | Comunicazione trimestrale e versamento entro il 16° giorno dalla fine del trimestre | 16 aprile, 16 luglio, 16 ottobre, 16 gennaio |
Altri Comuni possono prevedere cadenze e portali diversi. Cerca sul sito del tuo Comune il regolamento dell’imposta di soggiorno e la pagina per i gestori: lì trovi scadenze, modulistica e la procedura di registrazione.
Cos’è la dichiarazione annuale del 30 giugno?
Oltre ai versamenti periodici c’è un adempimento nazionale: la dichiarazione annuale dell’imposta di soggiorno. Va presentata in via telematica, in forma cumulativa, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello dei pernottamenti, con il modello approvato dal decreto del Ministro dell’Economia del 29 aprile 2022. Nel modello indichi, trimestre per trimestre, tariffe applicate, presenze ed eventuali esenzioni o riduzioni, più l’importo totale versato al Comune nell’anno.
La presenta il gestore e, per le locazioni brevi, anche il soggetto che incassa il canone o interviene nel pagamento. Puoi farla trasmettere da un intermediario abilitato, per esempio il tuo commercialista. Alcuni Comuni chiedono adempimenti in più: Milano, per esempio, chiede anche il conto della gestione.
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Dichiarazione omessa o infedele | dal 100% al 200% dell’importo dovuto |
| Versamento omesso, ritardato o parziale | sanzione dell’art. 13 D.Lgs. 471/1997 |
Quali esenzioni e riduzioni esistono?
Le esenzioni le decide ogni Comune, quindi due città vicine possono avere regole molto diverse. Le categorie più frequenti sono età, motivi di salute, servizio e un tetto massimo di notti oltre il quale non si paga. Il confronto tra Milano e Roma lo mostra bene:
| Regola | Milano | Roma |
|---|---|---|
| Età di esenzione | Minorenni | Fino al compimento dei 10 anni |
| Tetto di notti | 14 pernottamenti consecutivi | 10 pernottamenti consecutivi nell’anno nella stessa struttura |
| Salute | Accompagnatori di ricoverati e pazienti in cura, con autocertificazione | Chi ha bisogno di cure e un accompagnatore per paziente, con dichiarazione |
| Servizio | Forze dell’ordine e forze armate in servizio | Polizia di Stato e forze armate per ordine e sicurezza pubblica |
Quasi sempre l’esenzione richiede una dichiarazione o un’autocertificazione dell’ospite, che devi raccogliere e conservare per i controlli. Se l’ospite non te la consegna, l’imposta resta dovuta.
Come far pagare la tassa di soggiorno agli ospiti senza inseguirli?
- 1Informa prima della prenotazione o subito dopo: importo, esenzioni e modalità di pagamento. Diversi regolamenti lo impongono; Roma chiede informazioni plurilingue, anche online.
- 2Riscuoti prima dell’arrivo, durante il check-in online: alla consegna delle chiavi è il momento peggiore per chiedere contanti.
- 3Rilascia la ricevuta nominativa all’ospite, come chiedono per esempio Milano e Roma.
- 4Raccogli subito le autocertificazioni di esenzione e conservale insieme ai dati del soggiorno.
- 5Separa i canali in cui il portale riscuote già, per non far pagare due volte l’ospite.
- 6Tieni un registro per trimestre di ospiti, notti, esenti e importi: ti serve per comunicazioni, versamenti e dichiarazione.
Con la riscossione automatica della tassa di soggiorno di Maurice imposti importo per persona per notte, età di esenzione, numero massimo di notti tassabili ed eccezioni per canale; Maurice calcola l’importo per ogni prenotazione e lo fa pagare all’ospite con carta nel check-in online, oppure lo segni come pagato in contanti. Il denaro viene accreditato direttamente a te, insieme agli altri pagamenti degli ospiti, e hai tutto pronto per il versamento al Comune, le comunicazioni periodiche e la dichiarazione annuale. Nel check-in online l’ospite inserisce anche i documenti, che servono per inviare le schedine ad Alloggiati Web.
Domande frequenti
Chi paga la tassa di soggiorno negli affitti brevi?
La paga l’ospite che pernotta; molti Comuni, come Milano e Roma, escludono i residenti. Verso il Comune ne risponde però chi gestisce l’alloggio, con diritto di rivalsa sull’ospite, oppure il portale o l’intermediario che incassa il prezzo della prenotazione. Il responsabile riscuote, versa nei termini del regolamento comunale e presenta la dichiarazione annuale.
Cosa succede se l’ospite si rifiuta di pagare?
Come responsabile del pagamento, rischi di dover versare tu l’importo. Molti regolamenti chiedono di raccogliere i dati e una dichiarazione dell’ospite che rifiuta e di segnalarla al Comune: a Roma, per esempio, il versamento comprende anche gli importi non corrisposti dall’ospite. Per evitarlo, fai pagare l’imposta prima dell’arrivo, nel check-in online.
Se Airbnb riscuote la tassa, devo fare qualcosa?
Dipende dal Comune. Dove il portale riscuote e versa, di solito non devi incassare nulla per quelle prenotazioni, ma spesso devi comunque indicarle nelle comunicazioni periodiche: a Milano, per esempio, l’host le segnala nel riepilogo trimestrale come imposta riscossa da portali. Verifica le istruzioni del tuo Comune e chiedi al commercialista come gestirle nella dichiarazione annuale.
Entro quando va presentata la dichiarazione annuale?
Entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello dei pernottamenti, in via telematica, con il modello ministeriale approvato il 29 aprile 2022. Per i soggiorni del 2026 la scadenza è quindi il 30 giugno 2027. L’omessa o infedele dichiarazione è punita con una sanzione dal 100% al 200% dell’importo dovuto.
Come mi aiuta Maurice con la tassa di soggiorno?
Imposti una volta la regola del tuo Comune (importo, età di esenzione, tetto di notti ed eccezioni per i canali che la riscuotono già) e Maurice calcola l’importo per ogni prenotazione e lo riscuote dall’ospite con carta durante il check-in online, oppure lo registri come pagato in contanti. Così hai tutto pronto per il versamento, le comunicazioni trimestrali e la dichiarazione annuale.
Questo articolo ha carattere informativo generale e non costituisce consulenza legale o fiscale. Le norme cambiano e i regolamenti locali variano: verifica con il tuo commercialista o un professionista prima di agire.
Fonti
- Dipartimento delle Finanze — Imposta di soggiorno: disciplina del tributo
- Dipartimento delle Finanze — Istruzioni per la dichiarazione dell’imposta di soggiorno
- Normattiva — D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art. 4
- Normattiva — DL 24 aprile 2017, n. 50, art. 4
- Comune di Milano — Ho un Airbnb, devo riscuotere e versare l’imposta di soggiorno?
- Roma Capitale — Regolamento sul contributo di soggiorno (DAC 34/2024)
Matteo Anzidei · Fondatore di Maurice Assistant
Matteo Anzidei ha fondato Maurice Assistant a Milano per togliere a host e property manager il lavoro ripetitivo: messaggi agli ospiti, check-in, documenti, Alloggiati Web e pagamenti. Scrive guide pratiche su normative e automazione degli affitti brevi.